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L’UE deve fare di più per migliorare la sicurezza nucleare nel mondo

L’UE deve fare di più per migliorare la sicurezza nucleare nel mondo
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Comunicato stampa

Lussemburgo, 4 marzo 2026

L’UE deve fare di più per migliorare la sicurezza nucleare nel mondo

  • L’UE ha sostenuto la sicurezza nucleare internazionale per decenni
  • La Commissione non dispone di un approccio strategico esaustivo e aggiornato
  • La Corte rileva carenze nel monitoraggio del prestito concesso all’Ucraina

Secondo una nuova relazione della Corte dei conti europea, la Commissione europea dovrebbe essere più strategica nel modo in cui sostiene il potenziamento della sicurezza nucleare nei paesi non-UE. Nonostante alcuni importanti risultati conseguiti, la Commissione manca di un approccio strategico esaustivo e aggiornato; ciò riduce la chiarezza in merito agli obiettivi che l’UE sta cercando di raggiungere e ostacola il coordinamento del sostegno finanziario disponibile. Due altre critiche rivolte dalla Corte alla Commissione riguardano l’assegnazione delle priorità, poco solida, e il monitoraggio dei finanziamenti dell’UE, rivelatosi insufficiente sotto numerosi aspetti.

I terribili incidenti verificatisi a Černobyl’ (1986) e a Fukushima (2011) nonché la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, iniziata nel 2022, hanno acuito le preoccupazioni circa la sicurezza nucleare in tutto il mondo. La domanda di energia continua però ad aumentare e le tecnologie nucleari ne forniscono una quota crescente. L’UE è stata storicamente un’attiva promotrice della cooperazione internazionale in materia di sicurezza nucleare. Ad esempio, ha aiutato a realizzare attività complesse, prime nel loro genere, quali la struttura di confinamento sicuro dell’unità 4 della centrale di Černobyl’, poi danneggiata a causa della guerra tra Russia e Ucraina. Dal 2014, l’UE ha destinato sovvenzioni per circa 600 milioni di euro a paesi partner per formazione, attrezzature, infrastrutture, consulenza e bonifica, ed ha concesso un prestito di 300 milioni di euro per miglioramenti della sicurezza delle centrali nucleari in Ucraina.

Per quanto concerne la sicurezza nucleare, una cosa è assolutamente chiara: prevenire è infinitamente meglio che curare”, ha affermato Marek Opioła, il Membro della Corte responsabile dell’audit. “L’UE rimane un attore mondiale importante nella cooperazione in materia di sicurezza nucleare, ma dovrebbe definire una strategia a tutto tondo e aggiornata per orientare le proprie azioni di cooperazione e migliorare la selezione e il monitoraggio delle azioni finanziate dall’UE.”.

In un ambito che si è trasformato notevolmente nel tempo e che include molti attori con obiettivi simili, la mancanza di detta strategia è significativa. In primo luogo, tale strategia individuerebbe gli ambiti di maggior valore per l’azione dell’UE e terrebbe conto delle iniziative di altri portatori di interesse. In aggiunta, stabilirebbe chiaramente gli obiettivi che l’esecutivo dell’UE vuole raggiungere, il sostegno finanziario che prevede di utilizzare e i portatori di interesse da coinvolgere. Al momento, non esistono orientamenti strategici per tutti gli strumenti a disposizione della Commissione, tra cui sovvenzioni e prestiti.

In secondo luogo, la Commissione dovrebbe migliorare il processo di selezione delle azioni finanziate dall’UE. Sebbene le attività da essa espletate rispondessero alle esigenze, le proposte provenienti da paesi non-UE non sono state selezionate con la dovuta trasparenza, in quanto non vi era né attribuzione di punteggio né ordinamento in graduatoria. Ciò rende difficile garantire che i finanziamenti dell’UE siano stati destinati lì dove potevano apportare più valore. Ad esempio, dagli elementi probatori risulta che alcune azioni in Asia centrale e in Iran, sebbene affrontassero alcuni rischi specifici per la sicurezza nucleare, erano guidate principalmente da considerazioni geopolitiche più ampie.

In terzo luogo, le attività finanziate dall’UE hanno spesso fatto registrare ritardi e, a volte, sforamenti dei costi. Ciò è avvenuto in particolare per le opere di costruzione e di bonifica su larga scala. Sebbene i maggiori costi possano in parte essere collegati alla complessità di tali opere, altri fattori contribuenti sono stati i persistenti deficit di finanziamento e la mancanza di incentivi per la performance; al contempo, la sostenibilità a lungo termine di alcune attività rimane a rischio.

Infine, per numerosi aspetti la Commissione avrebbe potuto fare di più per vigilare sul modo in cui le attività finanziate erano gestite. Ciò è avvenuto, ad esempio, per il prestito di 300 milioni di euro finanziante un programma su larga scala attuato dal gestore delle centrali nucleari in Ucraina. Per il monitoraggio, la Commissione ha deciso di affidarsi a terzi, ed ha erogato il prestito senza avere garanzie che i fondi avrebbero finanziato solo le spese connesse al programma già sostenute (ed oggetto di pagamento) dal mutuatario.

Informazioni sul contesto

La sicurezza nucleare comprende la sicurezza degli impianti nucleari, dei rifiuti radioattivi e del trasporto di materiali radioattivi. Al luglio 2025, nel mondo vi erano 416 reattori nucleari funzionanti siti in 31 paesi; il 40 % di essi aveva più di 40 anni. L’estesa distribuzione di tali tecnologie, e i potenti effetti delle radiazioni in caso di malfunzionamenti delle stesse, rendono imperative misure efficaci di sicurezza nucleare.

L’azione dell’UE nel campo della sicurezza nucleare, compresa la cooperazione internazionale, si basa sul trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica (trattato Euratom). Euratom condivide con l’UE gli stessi organi esecutivi e gli stessi Stati membri; la maggioranza delle azioni basate sul trattato Euratom sono finanziate dal bilancio dell’UE.

Le sovvenzioni UE a titolo dello strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare e i prestiti Euratom hanno sostenuto un’ampia gamma di attività: dall’istruzione e dalla formazione fino alla fornitura di competenze nonché di attrezzature e infrastrutture connesse alla sicurezza nucleare, nonché all’esecuzione di opere di bonifica. La Corte ha esaminato: la concezione del quadro dell’UE per la cooperazione internazionale in materia di sicurezza nucleare; l’assegnazione di sostegno finanziario dell’UE tra il 2014 e il 2024; il monitoraggio di ciò che era stato finanziato; i risultati conseguiti dalle misure finanziate dall’UE volte a migliorare la sicurezza nucleare in Armenia, Iran, Kirghizistan, Tagikistan, Ucraina e Uzbekistan.

La relazione speciale 08/2026, “Cooperazione internazionale in materia di sicurezza nucleare – La Commissione, pur essendo tuttora un attore importante a livello mondiale, non dispone né di una strategia esaustiva né di un solido monitoraggio”, è disponibile sul sito Internet della Corte, insieme ad una pagina di sintesi dei fatti e delle constatazioni principali.

Contact:

ECA press office: press@eca.europa.eu

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