Il paradosso digitale: l'Italia guida l'Europa per consapevolezza sull'IA, ma frena sull'adozione
Berlino (ots)
Nessun altro paese in Europa avverte la pressione della digitalizzazione quanto l'Italia, e in nessun altro paese si agisce così poco. Questo è il risultato dello studio sulla digitalizzazione condotto da IONOS, partner leader in Europa per la digitalizzazione e il cloud, in collaborazione con YouGov. Per lo studio sono stati intervistati in totale circa 4.000 manager di piccole e medie imprese (PMI) con un massimo di 250 dipendenti in Europa*.
L'Italia resta indietro nella digitalizzazione: costi e burocrazia frenano
Il ritardo digitale delle PMI italiane è evidente: solo il 53% delle aziende intervistate dispone di un proprio sito web (nel Regno Unito è l'81%, in Germania il 60%). Solo il 30% delle aziende italiane utilizza applicazioni di intelligenza artificiale, il valore più basso in Europa. Anche per quanto riguarda l'uso di soluzioni per l'ufficio online, l'Italia si posiziona all'ultimo posto con il 41%. Il divario con i vicini europei è chiaramente visibile in ogni ambito.
Il maggiore ostacolo alla digitalizzazione della propria azienda è rappresentato per più della metà dai costi (57%), seguito a ruota dalla burocrazia (55%), una percezione molto simile a quella delle PMI in Germania (burocrazia 55%, costi 52%).
"Il sito web rimane la risorsa digitale più importante di un'azienda: il suo canale, il suo marchio, la sua interfaccia con il cliente", afferma Achim Weiß, CEO di IONOS. "Con l'avanzata dell'IA, questo aspetto diventerà ancora più centrale. I modelli linguistici estraggono informazioni da Internet: le aziende senza un sito web curato e ricco di contenuti non esisteranno nelle ricerche guidate dall'IA. Il sito web non è più solo uno strumento di marketing, è un'infrastruttura fondamentale."
La consapevolezza sull'IA c'è, ma manca l'azione
Per quanto riguarda l'uso dell'Intelligenza Artificiale, nessun altro Paese si preoccupa così tanto della mancanza di competenze dei dipendenti come l'Italia: per il 50% questo rappresenta il maggiore ostacolo all'IA (in Germania è il 43%, nel Regno Unito il 46%). Le PMI vedono ulteriori barriere nella paura di perdere il contatto umano e personale con i clienti (50%) e nella mancanza di affidabilità dei risultati (48%).
Allo stesso tempo, la consapevolezza della crescente importanza dell'IA non è mai stata così marcata come in Italia. Solo il 46% delle PMI ritiene che la propria azienda sarà ancora competitiva tra due anni senza l'uso dell'IA: si tratta del valore più basso in tutta Europa. In tutti gli altri Paesi le aziende sono decisamente meno scettiche a riguardo (Regno Unito 63%, Francia 62%, Germania 59%, Spagna 57%). L'urgenza di aprirsi a questa nuova tecnologia è stata pienamente compresa, ma manca ancora un'implementazione coerente e su larga scala.
Facilità d’uso e affidabilità come requisiti fondamentali per l'IA
Nonostante le esitazioni, l'atteggiamento verso l'IA è di base positivo. Il 39% descrive la propria posizione rispetto all'IA come ottimista e il 26% come curiosa. I requisiti per le soluzioni di IA sono molto chiari: per più della metà del campione (54%) l'affidabilità dei risultati è il criterio di acquisto in assoluto più importante. A seguire, per il 37% gioca un ruolo decisivo il rispetto dei requisiti legali e per il 33% la facilità d'uso (soluzioni pronte all'uso senza che siano necessarie particolari competenze informatiche).
Maggiori informazioni sulle soluzioni di digitalizzazione di IONOS sono disponibili su www.ionos.it.
*I dati utilizzati si basano su un sondaggio online condotto da YouGov Deutschland GmbH per conto di IONOS su un totale di circa 4.000 decisori di piccole e medie imprese con un massimo di 250 dipendenti in Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna (periodo di indagine: gennaio-marzo 2026). In Italia sono state intervistate 1.010 persone.
Responsabile stampa:
Karen Gräper
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